Celebrazioni del 4 novembre

La storia è uscita dai libri

Visualizzazioni: 92

In una soleggiata mattinata di inizio novembre, su invito del Comune di Zoppola, gli studenti dell’IC Zoppola hanno preso parte alle celebrazioni del 4 novembre, Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate; un’occasione che da sempre unisce la comunità alla memoria e al senso civico. Le classi quinte del plesso di Zoppola e le classi terze della secondaria si sono recate davanti al Comune e hanno assistito agli interventi del sindaco e dei rappresentanti delle forze dell’ordine, e alla successiva posa della corona di alloro sul monumento ai caduti, in ricordo di coloro che durante la guerra hanno perso la vita in difesa della Patria e della libertà.

La cerimonia quest’anno è stata particolarmente toccante poiché è stata l’occasione per il ritorno in patria delle spoglie del soldato di fanteria Giovanni Falzago, morto a soli 28 anni.

Talvolta le pagine dei libri non sono sufficienti a trattenere gli innumerevoli rivoli della storia, alimentati da chi, dedicandosi con passione e impegno, restituisce frammenti di vite vissute. Ne è un esempio la vicenda di Giovanni Falzago, uno dei tanti soldati morti durante la guerra di cui si erano perse le tracce. Fu fatto prigioniero nel 1943 sul fronte tedesco in Polonia e trascorse mesi durissimi nel campo di concentramento di Lamsdorf, dove morì nel 1944. Nel cimitero del campo giacciono oltre sessanta soldati italiani, privi di identità; Giovanni Falzago era uno di questi ma grazie al lungo e faticoso lavoro di indagine del gruppo alpini di Zoppola e dei familiari, ha potuto avere la dignità della sepoltura nella terra Natale.

I nostri studenti hanno partecipato attivamente all’evento cantando l’Inno Nazionale e recitando una toccante poesia di Giuseppe Ungaretti dal titolo Fratelli. Hanno reso omaggio al soldato caduto visitando la camera ardente allestita nella sala consiliare del Comune. Prima di congedarsi, hanno intonato Ai preat la bjele, un canto alpino carico di significato e di speranza, che invita a scorgere, anche nel buio della guerra, un raggio di sole.